Da cosa nasce cosa (leggasi l’immortalità dei nomi)

Si narra che Archimede morì brutalmente assassinato da un gladio, una spada dalla lama corta ma molto appuntita.

L’inventore di Siracusa, assorto nelle sue teorie e dimostrazioni geometriche, non volle prestare ascolto al soldato romano che, dinanzi al rifiuto del matematico, decise dunque di porre fine alle sue elucubrazioni logico-razionali.

Si narra anche di una piccola Sophie Germain, all’anagrafe Marie-Sophie, intenta a leggere dell’uccisione di Archimede per “colpa” della matematica, storia di un nome che per lei sarà l’inizio del suo stesso nome, e storia.

Vedete, talvolta il percorso o il passato di una persona va a toccare con estrema gentilezza e casualità la vita di un’altra persona, come molecole che si infrangono fra di loro senza sapere quando, così è questa Terra e i suoi abitanti, ricchi di caso, influenza e fascino.

Si narra ancora dell’amore di Sophie Germain per i suoi numeri, quelli che oggi conosciamo come i numeri primi di Germain. Non pensiate però che io vi stia parlando di matematica in quanto esperta conoscitrice perché, sapete, io uso ancora le dita per contare (e se sto guidando e devo contare, allora mi disegno dei teneri scarabocchi aerei per facilitare l’annosa questione di fare semplici operazioni matematiche). L’unico motivo per cui io so chi sia stata Sophie Germain è grazie al film Proof con Gwyneth Paltrow e Anthony Hopkins, film che merita qualche breve accenno e dovuto complimento a riguardo. Anzitutto, ecco il link al trailer in inglese: https://www.youtube.com/watch?v=rT0clobsIGg, ed eccovelo in italiano per chi preferisse ascoltare accenti più familiari: https://www.youtube.com/watch?v=LkK8MdK3UZU

Non volendo snocciolarvi la trama, come sarebbe solito mio fare, vi regalo dunque solo alcuni tratti descrittivi di questo cast perfettamente coordinato da un regista come John Madden, che di follia non solo ha parlato nel suo film, ma che secondo me, oltre ad essere parte del suo cognome, qualche tratto somatico da pazzo se lo ritrova anche in quelle sopracciglia sregolate e irriverenti.

Assoluti padroni di casa sono senza dubbio Anthony Hopkins e Gwyneth Paltrow, padre e figlia legati da un filo di genio e follia, trasmesso senza alterazioni di alcun tipo dai cromosomi del padre a quelli della figlia. Una grande presenza scenica di lui bilanciata dall’esile presenza di lei, una Paltrow accompagnata da uno sguardo perso nel vuoto che la rende ancora più credibile e fedele al suo ruolo. La sorella di lei, piccola formichina di successo che ha conquistato Chicago senza però esser riuscita ad impadronirsi di un quarto dei cromosomi matematici dal padre è Hope Davis. Ruolo di una sorella che ci pare fastidiosa fin da subito, come una piccola mosca che ronza attorno a ciò che più le interessa, o crede di interessarla. Riusciremo a tollerarla per tutta la durata del film? Infine, Jake Gyllenhaal, perfetto nella sua americanità di ragazzotto responsabile e ambizioso, nato per essere in opposizione al carattere apparentemente debole e fragile della Paltrow.

Ma torniamo alla nostra Sophie Germain: incuriosita dalla storia dell’uccisione di Archimede, la piccola bambina parigina fu portata a pensare che la matematica dovesse essere una figata pazzesca, come direbbe oggi la nostra schermitrice italiana, Bebe Vio. E così, piantato il seme dell’interesse, ne esplose in superficie il potente albero che è l’amore per la conoscenza. Libro dopo libro, Sophie Germain insegnò a se stessa l’antica arte dei numeri, per anni studiò da sola su dispense che ottenne falsificando la sua identità, facendosi passare per maschio, dato che la scuola dell’epoca era pensata per soli maschi. Antoine-August Le Blanc fu lo pseudonimo che Sophie utilizzò spesso e che spesso le venne utile per rendersi più credibile agli occhi esterni, come se il matrimonio tra il cervello femminile e la matematica fosse un qualcosa di impensabile e scellerato…

Seppur osteggiata, prima dai genitori e in seguito dalla comunità scientifica dell’epoca, Sophie Germain si impegnò in diversi filoni di ricerca matematica, arrivando infine ad essere la prima donna ammessa all’Accademia delle Scienze di Parigi, ambiente all’epoca (1880) riservato esclusivamente a individui con alti livelli testosteronici.

Piccola curiosità non del tutto provata: sembra che i numeri primi di Germain possano essere infiniti. A tal riguardo, per chi se ne intende sicuramente più della sottoscritta, vi lascio due link ad articoli che parlano dei numeri primi di Germain: http://www.bitman.name/math/article/127 ; https://it.qaz.wiki/wiki/Sophie_Germain_prime.

Oggi, Sophie Germain, oltre ad essere inevitabilmente legata ai suoi adorati numeri, è anche una strada di Parigi:

https://www.google.it/maps/place/Rue+Sophie+Germain,+75014+Paris,+Francia/@48.8306597,2.3315528,3a,75y,110.4h,83.77t/data=!3m6!1e1!3m4!1s9u3-4kTNk0-t4DWt2aTfdQ!2e0!7i16384!8i8192!4m5!3m4!1s0x47e671b0ae4345ab:0xa4d0596fe7ee9044!8m2!3d48.8308082!4d2.3309568

Sempre oggi, Sophie Germain è un cratere di Venere e una scuola: le lycée Sophie Germain.

Da cosa nasce cosa.

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